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il museo della musica
Venezia
Collezione Thys de Castella: La musica barocca in pittura - C.N. Gysbrechts (?- post 1684)
C.N Gysbrechts, pittore fiammingo (?-post 1684) "Vanitas" 

Le informazioni sull'artista sono scarse. Nacque ad Anversa dove, tra il 1659 e il 1660 diventò membro della Corporazione di San Luca. Il suo primo lavoro è datato 1657. Nel 1664 fu menzionata nel diario di Balthasar de Monconys, al tempo resiente a Regensburg, l'offerta di vendita da parte dell'artista, di alcuni suoi lavori. de Monconys acquistò due dipinti e un trompe-l'oeil. Dal 1665 al 1668 l'artistista visse ad Amburgo e dal 1668 al 1672 lavorò alla corte di Copenaghen come pittore; gran parte delle sue opere sono ora custodite proprio in Danimarca.

Nel 1675 forse lavorò a Bruges; morì probabilmente nel 1675; precedentemente la sua morte era stata datata post 1684 (Willingen/Meijer 2003). L'errore fu causato da un lettura errata della data, 1684 non 1664 - così pare su un dipinto venduto all'asta nel 1965.

I trompe-l'oeil sono i suoi lavori più noti, di una capacità e potenza illusionista incredibilmente impetuosa. L'immagine è stupefacente nel suo realismo: il teschio che poggia sui libri aperti, l'atmosfera di disordine che richiama la scuola filosofica di personaggi come Huygens, con elementi come l'orologio con un meccanismo a molla che si apre e si chiude come un ultimo respiro. La condizione umana, la certezza della morte, la candela spenta consumata, la clessidra con la sabbia. Tutto scivola verso l'oscurità. La conchiglia, come carne viva, evoca il mare che ha bagnato le coste dei paesi in cui visse: il Belgio e la Danimarca. Riconosciuto come il maestro del travestimento, qui Gysbrechts riflette sulla fragile condizione umana. Con la consapevolezza e il sollievo del violino che poggia sul tavolo, gli spartiti formano un cuscino per il teschio: Vanitas.

Oil on canvas 63,5 x 48,5 cm

Tratto dal catalogo "La Collection Thys de Castella, A musical baroque cabinet des merveilles", a cura di Emiliano Marinucci, ed. B4Baroque
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  • Le fotografie degli strumenti del Museo della Musica sono di Claudio Mazzolari
  • La fotografia dell'interno della Chiesa di San Maurizio è di Fabio Vivalda