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il museo della musica
Venezia
La Sala della Musica alla Scala Contarini del Bovolo
Ignorata dai percorsi turistici principali, la Sala della Musica è una tappa imprescindibile di un itinerario inusuale che conduce il visitatore nei luoghi famosi fino alla fine del 1700 per lo studio della musica: qui fanciulle orfane, ospiti dell’Istituto, erano dirette fin dalla seconda metà del 1500 da maestri di comprovata fama.Il canto era concepito da Girolamo Miani (uno dei primi governatori dell’Istituto) come elemento educativo per le orfane e ricreativo per l’accompagnamento delle funzioni religiose.

Questa disciplina, oltre ad essere un mezzo propagandistico delle virtù cristiane e occasione di riscatto per le ragazze, diviene una vera e propria fonte di sostegno economico per l’Ospedaletto, grazie alla raccolta delle elemosine ad opera delle stesse figlie di coro.La Sala appartiene al complesso di Santa Maria dei Derelitti, detto anche l’Ospedaletto, uno dei quattro ospedali di Venezia che ospitava poveri, malati, inabili ed orfani già nel 1528.La Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta è d’ideazione palladiana e si trova a due passi da San Giovanni e Paolo.Entrando dalla fantasiosa facciata barocca, opera di Baldassarre Longhena, si possono scoprire pregevoli opere d’arte, frutto della munificenza dei benefattori dell’ospedale: dipinti di D. Mazza, G.B. Tiepolo, C. Loth, P. Liberi e, sopra all’altar maggiore, l’organo firmato nel 1751 da Pietro Nacchini, che con le sue eccezionali qualità timbriche e sonore accompagnava il canto delle putte che si esibivano dalla cantoria durante le funzioni.

La Sala della Musica si trova dietro alla chiesa, in un blocchetto edilizio separato, che si affaccia in una corte. E’ stata progettata da Matteo Lucchesi nel 1771 come uno spazio per le prove dell’orchestra e del coro femminile, e sei anni dopo è stata completamente affrescata da Jacopo Guarana, estremo interprete del gusto tiepolesco, e da Agostino Mengozzi-Colonna, autore delle parti decorative e delle quadrature a trompe l’oeil.Durante i concerti di fronte alla nobiltà veneziana e agli illustri visitatori stranieri i musicisti suonavano in un ambiente collegato alla Sala per mezzo di una grata di ferro battuto, aperta su un balcone a stucchi policromi, sopra alla porta d’ingresso.La grata corrispondente, sull’angolo opposto, è dipinta, invece, a trompe l’oeil e lascia intravedere due ragazze intente ad ascoltare musica, come si soleva fare nei Ridotti dei teatri o dei palazzi veneziani.  Scala Contarini del Bovolo
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  • Le fotografie degli strumenti del Museo della Musica sono di Claudio Mazzolari
  • La fotografia dell'interno della Chiesa di San Maurizio è di Fabio Vivalda